Un Viaggio…imperiale   Villa Domiziano Sabaudia Latina

Un Viaggio…imperiale

All’interno della Riserva Naturale “Rovine di Circe”, sulla sponda meridionale del Lago di Paola,Sabaudia in provincia di Latina,  in un area di circa 46 ettari, riemerge alla luce lo splendido complesso archeologico della Villa dell’Imperatore Domiziano (I sec. d.C.).

Tito Flavio Domiziano (Titus Flavius Domitianus; Roma, 24 ottobre 51 – Roma, 18 settembre 96) è stato imperatore dal 14 settembre 81 alla sua morte, con il nome di Cesare Domiziano Augusto Germanico (Imperator Caesar Domitianus Augustus Germanicus), ultimo della dinastia Flavia.

Dopo la morte dell’Imperatore Tito, che non aveva avuto figli, gli successe il fratello Domiziano, proclamato imperatore dai pretoriani.

 Domiziano aveva il carattere militaresco del padre Vespasiano,costrinse il senato a nominarlo censore perpetuo, in modo da poter eliminare tutti i senatori, che non gli fossero completamente fedeli; dette sviluppo a una rigida burocrazia, sostituendo spesso impiegati dipendenti direttamente da lui ai magistrati nominati dal senato. Domiziano per primo pretese l’appellativo di signore, e giunse a farsi chiamare anche dio. Perseguitò i filosofi stoici, i quali guidavano l’opposizione delle classi colte e aristocratiche contro l’assolutismo imperiale; restaurò i tradizionali culti romani, vietando i culti orientali e perseguitando gli ebrei ed i cristiani.

 Importanti imprese militari furono condotte sotto il regno di Domiziano, specialmente sul Danubio e in Britannia. Fu organizzato un poderoso sistema difensivo fra il Reno e il Danubio, il famoso e solidissimo limes. In Britannia fu inviato il generale Agricola, che riportò brillanti vittorie, sottomettendo tutto il territorio dell’odierna Inghilterra.

 Ma contro la tirannia di Domiziano e contro le gravose imposte da lui ordinate si ordirono congiure. L’imperatore divenne sospettoso, ricorse agli arresti e alle condanne, accrescendo l’odio. Alla fine, nel 96 d.Cr., cadde vittima di una congiura.

La caccia di Domiziano
«T’abbia in grazia Minerva, o Imperatore:
la caccia come va?» Goccia il sudore
pe ‘l divin fronte: Con l’estivo ardore
le mosche ricominciano abondare.
Calvo, le gambe povere, ed acceso
in volto, il divo imperatore, inteso
a la caccia, piú mosche a l’ago ha preso,
e pago esclama: Questo, è un bel cacciare!
Scocca, stiletto, e infilza quel moscone:
È un discepol di Paride istrïone;
questo che ronza è Acilio Glabrïone.
e quello è Orfito; vieta lor l’andare.
O perché vai tant’alto, Cerïale,
bel moscone proconsole? Lo strale
mio va piú ratto che non le tue ale,
e ti coglie nel ventre consolare.
Pe ‘l natal celebrato il divo Ottone,
o Coccejan, devoto calabrone,
questa freccia or ti manda in su ‘l groppone:
Meglio era il funeral tuo celebrare.
Tu, Sallustio Lucullo, hai già messo ale
se piú de le tue lance or questo vale
mio stil, giudica tu, savio animale,
che il nome su le lance ami fermare.
O mosche nere, che svolate in festa,
questo sole divin, che mi molesta,
ebre di luce, vi farà la testa
su ‘l mio marmo fengite esercitare.
Dice, e su i lunghi labbri un tristo riso
si torce in una smorfia. «Io sono avviso
che per un ch’io mi sia, molti avrò ucciso,
pria ch’abbia effetto il vostro congiurare»,
E ne l’occhio di bue, freddo e severo,
vaga torvo fra tanto un gran pensiero:
Ne lo stile infilzar tutto l’impero,
il moscon matto, che un’aquila pare.
O calvo imperator Domizïano,
nepote vostro, anch’io, se ben lontano,
infilzo ne l’aguzzo stil, che ho in mano,
ogni insetto che vienmi a molestare.
Ma ne l’accidia, nel tedio mortale
di far bene, e financo di far male,
la mia vita io vorrei, mosca senz’ale,
anche lei, ne lo stil freddo infilzare.
                                 Luigi Pirandello

…Arrivati a terra si visita l’impianto balneare in cui, utilizzando una fantasiosa macchina del tempo, sarà possibile usufruire di tutti quei piacevoli servizi dei bagni termali che l’Imperatore riservava per se e per i propri ospiti. Poi percorrendo l’ombroso sentiero naturale che raggiunge le possenti cisterne idriche si scopriranno tutte le tecniche che consentivano di rifornire piscine termali, foriche, fontane ecc. di cui la Villa era ricca.

“Caratteristica peculiare della Villa di Domiziano è rappresentata dall’insieme notevolissimo delle opere idrauliche e dal sistema delle cisterne di alimentazione. La costruzione dalla villa in una località lontana da sorgenti comportò necessariamente la creazione di tutto un vasto e complesso sistema di approvvigionamento idrico necessario sia per i bisogni giornalieri che per quelli di una lunga stagione secca senza che ne avessero a soffrire tutti gli edifici residenziali e le attrezzature di servizio. L’edificio balneare presenta frontalmente un prospetto rettilineo che corre lungo la sponda del lago, caratterizzato da un lastricato che prosegue con lo stesso andamento anche davanti all’edificio termale, interrotto soltanto in corrispondenza di due strutture absidate.

Tutte le sale erano dacorate con pavimenti in opus sectile…  il complesso termale annesso si compone di una serie di locali disposti “a blocco” fra i quali si distinguono il frigidarium, il tiepidarium, il calidarium e  la sottostante galleria di manovra.

Nella parte meridionale della Villa  si notano una serie di ambienti disposti in modo da far pensare a dei magazzini…

La zona centrale è interamente occupata da una serie di grandi cisterne.

La grande cisterna nota anche come “cisterna dell’eco”  si compone di due vani rettangolari paralleli intercomunicanti,intramezzati da sedici  archi: lateralmente una piccola stanzetta quadrata che funziona da castello di divisione dell’acqua. L’accquedotto che alimentava questo complesso di cisterne databile forse nel III sec. d.C. muoveva dalla cisterna maggiore  ene costituiva il naturale sopravanzo.

Nella parte orientale del complesso si trova la più grande cisterna del complesso,quella che riceveva l’acqua direttamente dall’acquedotto che proveniva da  Molella.”(1)

poi il ritorno verso il battello e il viaggio sul lago lungo la sponda opposta sino al suggestivo arrivo presso il Santuario di S. Maria della Sorresca a Sabaudia.

 (1) da Roberto Righi , Quaderni di Archeologia Parco Nazionale del Circeo

  

Questa è una delle visite  visite tra le più affascinanti e complete da vivere nel territorio del Circeo

La visita, con ingresso via terra, è condotta tra i preziosi scavi della Villa di Domiziano, l’impianto termale, le suggestive cisterne sotterranee, il bosco e la natura del Parco Nazionale del Circeo in cui si trovano le vestigia di epoca imperiale. Qui risuonano gli echi della vita di un tempo nelle pagine di Seneca, Marziale, Giovenale…e poi non si dica che con l’Imperatore non “c’è nemmeno una mosca”!

“I Bagni, il vino e Venere rovinano l’uomo,

 ma rendono la vita felice!”

La storia del Bardo di City Island, l’autore degli haiku scritti sulle conchiglie…

La costa di City Island, anche detta “Bronx Riviera”, ha un suo “Bardo” personale, il poeta che scrive haiku sulle conchiglie e sui pezzi di legno che trova in spiaggia… – La storia

Viene chiamata “Bronx Riviera” la quieta spiaggia all’estremità est del Bronx, luogo d’ispirazione del Bardo di City Island, il compositore di haiku che qui trova spunto per le sue creazioni e le scrive nelle conchiglie e sui pezzi di legno portati a riva dalle onde.

Il suo nome, come riportato dal New York Times, è Mr. Ellisun uomo di 38 anni vissuto nella città di Mount Vernon, cresciuto in seno alla chiesa pentecostale. Ha sempre scritto poesie; è divorziato e padre di un bambino di sei anni di nome Gabriel.

mr ellis bardo degli haiku
Mr. Ellis e suo figlio, in una foto di Ben Zucker per The New York Times

Un pastore tedesco che aspetta il padrone, un sub che emerge dall’acqua, sono scene quotidiane molto semplici i soggetti principali degli versi di Mr. Ellis, immagini di serendibity, che il Bardo lascia sulla spiaggia, dove chiunque le può trovare e leggere durante una passeggiata. Lui stesso, quando ci porta il figlio, si ferma a rileggerle quando le ritrova.

Ha sempre scritto poesie Mr. Ellis, fin da quando era ragazzino; il suo poeta preferito è Langston Hughes, uno dei principali esponenti dell’Harlem Renaissance di New York; in particolare di Huges apprezza molto la poesia Harlem, del 1951:

Che accade di un sogno differito?

Si prosciuga
Come uva al sole?
O suppura come una piaga –
E poi spurga?
Puzza come la carne guasta?
O s’incrosta di zucchero –
Come un dolce allo sciroppo?

Forse cede soltanto
Come un grosso peso.

Oppure esplode?

Soltanto quando si è traferito sull’isola Mr. Ellis ha scoperto gli haiku, brevi componimenti di 3 versi metricamente rigorosi: di cinque sillabe il primo, sette il secondo, cinque l’ultimo. Ora ritiene che l’haiku sia quasi uno stile di vita, la capacità di sentire e cogliere brevemente un istante, arte che trascrive sulle superfici levigate dal mare: all’interno delle conchiglie o sui pezzi di legno.

Nota: l’immagine in alto è di Ben Zucker per The New York Times. 

La Dublino di James Joice

Inghilterra: da Jane Austen ad Harry Potter, l’anno degli eroi letterari

Inghilterra: da Jane Austen ad Harry Potter, l’anno degli eroi letterari

Nel 2017 cadono sia il 200° anniversario della morte della scrittrice, sia la ricorrenza dei 20 anni dall’uscita del primo libro della saga del maghetto. Senza dimenticare l’intramontabile Sherlock Holmes. Così, dall’Hampshire a Londra, da Oxford fino in Scozia, sono decine i tour letterari per esplorare l’intera Gran Bretagna. Dentro e fuori le pagine di un libro

Un viaggio che dalle pagine dei libri porta nell’Hampshire, sui sentieri della memoria di Jane Austen, o a Londra, sulle tracce di Sherlock Holmes o di Harry Potter, da inseguire su una scopa volante a Oxford o fino in Scozia. Un modo alternativo di esplorare tutta la Gran Bretagna: proprio mentre ci si chiede quali conseguenze avrà la Brexit, il governo britannico spinge sul turismo a carattere culturale e dichiara il 2017 “Anno degli eroi letterari inglesi”. Da sempre patria di giganti della letteratura, l’Inghilterra è ricca di spunti per viaggi di questo tipo. Qualche idea? Nel 2017 cadono sia il 200° anniversario della morte di Jane Austen, sia la ricorrenza, più popolare tra i millenials ma non solo, dei 20 anni dall’uscita del primo libro della saga di Harry Potter.


 

http://viaggi.corriere.it/viaggi/vacanze/viaggi-letterari-inghilterra-jane-austen-harry-potter

 

“L’altro capo del filo”, in libreria il 100° libro di Andrea Camilleri

Una libreria fiorita a Roma

A Bergamo una rassegna sul viaggio

Dublino letteraria

Itinerario nella Dublino letteraria

 

 

Festival Caffeina a Viterbo 23 giugno-2 luglio2017