Artigiani di Calabria

Al pari di quello naturalistico e monumentale, il “paesaggio artigiano” calabrese è  un paesaggio ricchissimo, scandito da una molteplicitá di manufatti, forme e decori, in cui l´identitá e la specificitá della cultura regionale si esprimono in tutta la loro evidenza. Dalla tessitura all´oreficeria, dalla ceramica al legno, la Calabria offre ancora oggi – verrebbe da dire a dispetto dell´evoluzione della cultura tecnologica e della sua pervasivitá – un repertorio di prodotti, tutti rigorosamente lavorati a mano, in cui la creatività ed il virtuosismo individuale, l´accuratezza dell´esecuzione, la cura del dettaglio, il pregio estetico ed artistico, la preziositá figurativa, raggiungono esiti davvero straordinari e conferiscono all´opera artigiana locale un fascino, un´attualitá e una riconoscibilitá simbolica particolarissime.

La tessitura

La tessitura vanta tradizioni antichissime. Diffusa ancora oggi su quasi tutto il territorio regionale, con caratterizzazioni che variano da zona a zona – nelle materie nei colori nei punti, é forse la produzione artigianale che meglio di altre rappresenta le diverse “anime” culturali della regione. Fino agli inizi del Novecento, la filatura della lana, antichissima soprattutto nel cosentino, era un´attivitá domestica, che si svolgeva nell´ambito familiare: moltissime le famiglie, e non solo quelle contadine, che possedevano un telaio (che, in genere, faceva parte della dote della sposa) e che producevano tessuti per abiti, biancheria, coperte, arazzi, cuscini, drappi. Altrettanto importante e prestigiosa, soprattutto nel catanzarese e nel reggino, la lavorazione della seta, che giá nel Seicento era sviluppata su scala industriale, come leggiamo in un testo agiografico dell’epoca: Nella cittá di Reggio in Calabria pendono tutti, et in particolare la nobiltá da un filo delicatissimo di seta, perché il nervo principale delle loro rendite consiste nell´artificio di quel verme, che si pasce di fronde, per produrre prezioso frutto al mantenimento de´suoi padroni.

Dopo l´Unitá d´Italia, l´attivitá entró in crisi a seguito della concorrenza straniera: le estese piantagioni di gelso furono sostituite da agrumeti e la lavorazione si ridusse a livello familiare. Di particolare importanza infine, soprattutto nelle zone a economia pastorale, la ginestra, che veniva lavorata per ogni tipo di tessuto necessario all´abbigliamento, al lavoro, alla casa. Oggi, a causa dei tempi lunghissimi di trasformazione, viene lavorata assai limitatamente.

Ceramica

La produzione ceramica è certamente la più rilevante della regione. Grazie alla particolarità delle argille locali e più ancora ai processi di lavorazione artigianale, le ceramiche calabresi si caratterizzano per un cromatismo speciale, difficilmente riscontrabile altrove, e per l´intensa espressività dei soggetti.

Famosissime le maschere apotropaiche – in cui è possibile riconoscere le espressioni più classiche ed antiche del teatro greco – ed i cosiddetti babbaluti, ovvero bottiglie la cui parte superiore ha la forma di una testa che in passato aveva le sembianze di colui da cui ci si voleva difendere: il saraceno, il turco, lo spagnolo. Innumerevoli gli oggetti ancora in produzione: brocche, anfore a forma di ciambella con due manici simmetrici che simboleggiano la fertilità, boccali, e forme diverse di recipienti e vasi: salaturi, quartarelle, orialori, porroni e cuccume.

Legno

Tra le materie prime, una sola in Calabria non è mai venuta a mancare: è il legno. Da fonti storiche antichissime (Dionigi di Alicarnasso, Strabone), sappiamo che il legno delle foreste della Sila e dell´Aspromonte venne utilizzato, dai Greci prima e dai Romani poi, per la costruzione di case e di navi e per la fabbricazione di remi, lance, armi, ecc. Ed ancora con il legno dei boschi silani sono stati realizzati, fino a tutto l’Ottocento, cori, panche, pulpiti, confessionali e altri arredi sacri per le chiese calabresi, ma non solo (tra le migliori testimonianze locali dell´arte dell´intaglio si segnala il coro ligneo di Santa Maria del Castello a Castrovillari).

L´artigianato del legno ha ancora oggi connotazioni di fortissima originalità, a cominciare da una delle sue forme più particolari, la cosiddetta “arte dei pastori”, che ancora sopravvive nella Sila Greca, con la produzione di piccoli oggetti ed utensili di uso domestico (cucchiai, ciotole, bastoni intarsiati, ecc). Molto sviluppate la produzione di mobili e porte intagliate, realizzate soprattutto in castagno, e quella delle sedie impagliate. I”seggiari”- famosissimi quelli di Serrastretta – continuano a lavorare secondo un´antica tradizione, fabbricando con estrema cura i telai e preparando l´impagliatura intrecciando, con attenzione e amore del particolare, i fili di “vuda”, una pianta che cresce solo in prossimità delle paludi e che, purtroppo, sta diventando sempre più rara. Adeguatamente trattata, la “vuda” fornisce un filo di grosso spessore che, sapientemente maneggiato, consente l´esecuzione di disegni molto complessi.

Bergamotto

Il bergamotto è una delle colture tipiche della Calabria, ed in particolare della zona compresa tra Villa San Giovanni e Marina di Gioiosa Ionica. È un agrume nato dall´incrocio tra il limone e l´arancio amaro. Importato in Europa probabilmente da Cristoforo Colombo di ritorno dalle Canarie, ha trovato nel territorio reggino le condizioni climatiche e ambientali adatte per fruttificare. Di forma sferica e di colore intensamente giallo, il bergamotto è utilizzato in diversi ambiti: nell´industria profumiera, il suo olio è l´ingrediente fondamentale dell´acqua di colonia; in campo farmaceutico è utilizzato per le proprietà disinfettanti e antisettiche; in campo alimentare come aromatizzante di caramelle, torroni, liquori e canditi. Infine, con la buccia del bergamotto vengono realizzati oggetti originalissimi, come le caratteristiche «tabacchiere di Varapodio», opera di Don Antonino De Masi, parroco del piccolo centro di Varapodio, in provincia di Reggio Calabria. Si tratta di una tabacchiera da fiuto, a forma di piccola ampolla, ricavata dalla buccia riversa ed essiccata del bergamotto, e realizzata attraverso una tecnica artigianale che il parroco ha appreso da vecchi contadini. Per tutelare il prezioso agrume è sorto, a Reggio Calabria, il ´Consorzio del Bergamotto´.

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